Palazzo di Francia

 

La Storia

Il palazzo di Francia, posto all'estremità nord del centro storico di Vibo Valentia,  sulla sommità della via Gioacchino Murat, fu costruito alla fine del sec. XVIII su progetto di Giovan Battista Vinci. Il palazzo e l'annesso parco, dichiarati di notevole interesse storico artistico ambientale, sono stati sottoposti a tutela con Decreto Ministeriale del 30 maggio 1981. La fabbrica, di forma regolare, era, in origine provvista di asse di simmetria posto, con direzione est-ovest, sul portone principale di accesso. Saliente per un'analisi strutturale del palazzo, è la complessa struttura lignea posta all' interno dell'apparecchio murario che ha conferito e conferisce alla  fabbrica affidabilità alle azioni sismiche. La decisione di Luca Vincenzo di Francia, Tesoriere Generale del Regno delle due Sicilie fabbricare, alla fine del secolo XVIII, un nuovo palazzo in Monteleone, è legata agli eventi sismici del 1783 ed ai danni subiti dalla sua più antica dimora. Il palazzo costituisce uno dei rari esempi, attualmente esistenti in Calabria, di fabbrica in muratura con telaio ligneo, applicazione di quel modello costruttivo ripor tato nella "Istoria de' tremuoti" di Giovanni Vivenzio secondo le "Istruzioni per gli ingegneri commissionati nella Calabria Ulteriore". Luca Vincenzo di Francia non dimorò mai nel suo nuovo palazzo di Monteleone, che, sin dalla sua definizione progettuale, stante il ruolo politico da lui ricoperto, più che semplice dimora patrizia, volle essere presenza, nella Calabria Ulteriore, della corona Borbonica. Alla morte di Luca Vincenzo, l'intero complesso architettonico venne diviso tra i due eredi i cui discendenti vi abitano tutt’ora.Il palazzo ha ospitato, nel corso della sua storia bicentenaria, numerose personalità e regnanti. In particolare, nel 1810, durante il suo soggiorno a Monteleone, vi fu ospitato per alcuni giorni il re Gioacchino Murat, quando venne nelle Calabrie per dirigere una spedizione contro la Sicilia (dove era rifugiato il re Ferdinando I sotto la protezione degli Inglesi), che, nonostante le sanguinose battaglie lungo le coste, si risolse senza produrre alcun risultato definitivo.  Tralasciando una puntuale descrizione delle fasi formative della fabbrica (sec.  XVII-XX), si evidenziano gli accadimenti che hanno inciso in maggior misura sul suo aspetto originario: sul finire del XIX secolo al piano nobile, le ali, nord e sud, del palazzo furono ampliate, prolungandone, l'ala nord, di circa cinquanta metri, allorché, questa divenne dimora del Marchese Diego; e l'ala sud con un analogo intervento di più contenute dimensioni.

 

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